L'Avv. Stefano Giordano eletto nuovo Presidente dell'Associazione Antigone Sicilia

  • Autore: Stefano Giordano
  • 12 gen, 2017

L'avv. Stefano Giordano eletto all'unanimità dal direttivo formato dagli avvocati, Francesco Leone, Giuseppe Lunardo e Eduardo Camilleri.

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NEWS

Autore: Stefano Giordano 13 lug, 2017
La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni inflitta all'ex n. 2 del Sisde Bruno Contrada, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici romani hanno accolto il ricorso del legale di Contrada, Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento con cui la Corte d'appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione ha così dichiarato "ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna".
Autore: Stefano Giordano 12 gen, 2017

L'avv. Stefano Giordano eletto all'unanimità dal direttivo formato dagli avvocati, Francesco Leone, Giuseppe Lunardo e Eduardo Camilleri.

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Autore: Stefano Giordano 17 set, 2016
Palermo (askanews) - "Lo Stato italiano si deve adeguare alla sentenza definitiva della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che nel 2015 stabilì che Bruno Contrada, l'ex numero tre del Sisde, non andava condannato per concorso esterno in associazione mafiosa". A chiederlo è stato il legale di Contrada, Stefano Giordano. Il quale, da un lato, attraverso un cosiddetto "incidente d'esecuzione", ha chiesto che la Corte d'Appello di Palermo revochi la condanna da essa emessa; dall'altro ha inviato una lettera al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa perché si adottino tutti i provvedimenti affinché lo Stato Italiano recepisca la decisione dei giudici di Strasburgo."
Siamo di fronte a un caso paradossale in cui la Corte Europea ha stabilito la violazione della convenzione, ma lo Stato italiano non ha ancora messo in esecuzione la sentenza rimuovendo ogni effetto giuridico e penalistico di quella condanna", ha detto Giordano.Per la Corte Europea all'epoca dei fatti contestati al super poliziotto, il reato per cui era stato chiamato alla sbarra non era ancora definito chiaramente dall'ordinamento italiano.
"La Corte Europea sostiene che prima del 1994, il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non fosse sufficientemente chiaro e prevedibile, mancava in effetti una norma che definisse il contorno del reato".Una nuova tappa di una vicenda giudiziaria iniziata il 24 dicembre del 1992, che ha visto in questi due decenni e mezzo Bruno Contrada scontare 8 anni, tra carcere e domiciliari, e che sebbene abbia minato il fisico dell'uomo, non sembra averne scalfito la determinazione ad andare avanti, affinché questa vicenda sia fatta piena luce.
Contrada ha aperto le porte di casa sua a Palermo ad Askanews per ribadire il suo pensiero:"Vivo questa condizione umana facendo appello ancora una volta a tutte le mie residue forze fisiche, mentali, intelletive, morali, per lottare fino all'ultimo. 01.14E lotterò fino all ultimo respiro per far emergere la verità sulla mia vicenda giudiziaria".

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Autore: Stefano Giordano 20 apr, 2016
Com'è noto, il legislatore, con l’emanazione dei decreti legislativi 15 gennaio 2016, n. 7 e n. 8, ha inteso attuare la cosiddetta “nuova depenalizzazione”, che – in conformità alla legge delega 28 aprile 2012, n. 67 – ha espunto alcune fattispecie di reato dall'ordinamento penale stricto sensu inteso.
La scelta di politica criminale che emerge con evidenza è quella di una “rimodulazione” della qualità e della quantità dell’illecito, giacché i fatti previsti nei due decreti legislativi non elidono il carattere di illiceità delle condotte previamente comprese fra le ipotesi di reato, bensì comportano la “mera trasmigrazione” delle fattispecie di cui agli originari illeciti penali in altrettanti illeciti denominati rispettivamente civili ed amministrativi.
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Autore: Stefano Giordano 25 nov, 2015
Giornale di Sicilia
L'epilogo: L'avvocato Stefano Giordano che difende i familiari dell'Anziana Signora: - Sentenza ingiusta visto che due persone, che si sono rese responsabili di sevizie e crudeltà nei confronti di un'anziana indifesa, possono rimanere di fatto impunite e continuare a delinquere; la denuncia dei familiari e gli sforzi di investigatori dei carabinieri vengono di fatto vanificati da un'azione giudiziaria a dir poco discutibile. - Le due badanti son state riprese da videocamere istallate dagli investigatori mentre legavano l'anziana, malata di Alzheimer, al letto (da cui batteva ripetutamente il capo al muro) o alla sedia. Per questi ed altri motivi le due sono state denunciate per maltrattamenti con l'aggravante della crudeltà. Adesso le donne, nonostante la condanna che le inchioda materialmente alle responsabilità attribuite loro, sono libere per via del patteggiamento e di fatto impunite e non recuperate alla Società (Civile) che le ha accolte ed alle quali ha affidato un individuo fragile e bisognoso di amorevoli cure.
Autore: Stefano Giordano 04 ott, 2015
L'avvocato Stefano Giordano esprime il suo parere a seguito del terremoto giudiziario che ha colpito il Tribunale delle Misure di Prevenzione del Capoluogo Siciliano.
Alla domanda finale, se la Giustizia Uguale per tutti sia una realtà o fantasia, il legale risponde: - "La Giustizia è uguale per tutti" è una Speranza!-

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Autore: Stefano Giordano 30 mag, 2015
In una prima udienza non fa nomi, poi fa entrare nel processo – la trattativa Stato-mafia – i ministri della Giustizia e dell’Interno pro tempore, accusandoli avere avallato e promosso il patto con i boss, infine ci ripensa e aggiunge che i due ex ministri, Nicola Mancino e Claudio Martelli, sono i mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Carmelo D’Amico, una sfilza di omicidi sulle spalle ed altri reati di varia natura, reo confesso e collaboratore di giustizia dopo la scomunica papale dei boss, racconta poco alla volta le sue storie. Le spara così grosse che sarebbe legittimo chiedersi se non voglia affossare il processo.

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